ITALIA, FUTURO, RIVOLUZIONE ! SABATO 29 SETTEMBRE IN 10 PROVINCIE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE: SCENDETE IN CORTEO CON NOI.

Esauriti
Nerone, Scipione e tutta la carneade di anticicloni africani che hanno canicolato la nostra estate, il cielo si è fatto cinericcio e le prime piogge ci hanno trasportato d’imperio all’interno di un autunno che in molti auspicano caldo, se non caldissimo, guardandolo da un’angolazione più sociale che non metereologica.
Almeno metà degli italiani ha passato le ferie a casa, dividendosi fra il ventilatore e l’aria condizionata del centro commerciale, ma anche molti fra coloro che in vacanza ci sono andati hanno fatto timide toccate e fuga, dal momento che a furia di raschiare il fondo del portafoglio troppo spesso rimangono solamente la patente e la tessera sanitaria in cui specchiarsi.
Così il comparto turistico, intorno al quale un paese “da cartolina” come l’Italia dovrebbe basare la propria economia ben più che sull’industria siderurgica, ha subito l’ennesimo tracollo nell’ordine del 15% che tradotto nella vita reale (quella regolarmente dimenticata dagli economisti di ogni razza che preferiscono occuparsi di borsa e di spread) significherà migliaia di aziende che chiuderanno i battenti e centinaia di migliaia di lavoratori che verranno a fare compagnia a noi disoccupati….
Nonostante molti benpensanti sostengano che l’effetto taumaturgico delle riforme portate avanti dal governo di Goldman Sachs non si sia ancora manifestato, in realtà la “cura” Monti sta uccidendo il malato con eccellente tempestività e chi ancora promette e sproloquia riguardo ad immaginifiche riprese economiche e fantasmagoriche luci alla fine del tunnel, in realtà parla di fantasmi e fuochi fatui, ma lo fa con la consapevolezza di mentire.
Non occorre certo essere economisti e neppure avere una laurea, per comprendere come sia stato ormai superato il punto di non ritorno e in mancanza di un improbabile radicale sovvertimento del modello sociale basato sulla crescita, il destino di buona parte di noi non possa essere che quello di albergare sotto ad un ponte, alla perenne ricerca di un desco caldo e di qualcosa con cui coprirci.
Quest’ultima esternazione potrebbe venire stigmatizzata come un mero esercizio di pessimismo, ma è sufficiente leggere la realtà, dopo averla spogliata delle sovrastrutture posticce create dalla manipolazione dei mestieranti finanziari, per comprendere che trattasi esclusivamente di sano realismo che non necessita neppure di una capacità di lettura estremamente raffinata.
Il costo della vita continua ad incrementare in maniera esponenziale (il superamento dei due euro al litro del costo della benzina è solo la punta dell’iceberg), mentre la capacità di costruire reddito da parte dei cittadini diminuisce di pari passo.
Le retribuzioni dei salariati ed i profitti degli imprenditori si riducono, i grandi gruppi industriali e non licenziano a ritmo forsennato, dal momento che si tratta dell’unica via per consentire dei momentanei successi sul mercato azionario. Le piccole imprese e le attività commerciali chiudono i battenti (150mila attività commerciali stimate per il solo 2012) e lasciano a casa i dipendenti, privi di qualsivoglia ammortizzatore sociale. Il 35% dei giovani sono senza lavoro e la maggior parte di coloro che hanno trovato una qualche occupazione, non appena arrivata a 30 anni si aggiungerà al gruppo, perché una volta terminati gli incentivi verranno mandati a casa ad alta velocità. Chi perde il lavoro dai 40 anni in su non ha alcuna speranza di recuperare un’occupazione che prescinda da qualche lavoretto part time buono forse per comprarsi le sigarette, se i banchieri non decideranno di aumentarne il prezzo ulteriormente.
Ne consegue che il gap fra il reddito che gli italiani sono in grado di realizzare e quello necessario per condurre una vita dignitosa (pagare mutui, affitto, bollette, riscaldamento, generi alimentari, mantenimento dell’auto ecc) continua ad approfondirsi sempre più, mentre al contempo il governo Monti continua a varare nuove riforme che di fatto trasferiscono risorse dai cittadini al sistema bancario, drenando qualsiasi bolla di sopravvivenza ancora esistente.
In parole povere sempre più cittadini stanno perdendo il lavoro, senza speranza di recuperare una qualche prospettiva occupazionale, molti fra coloro che ancora lavorano non realizzano più un reddito necessario al sostentamento, i consumi di conseguenza si riducono progressivamente, generando nuove chiusure e nuovi licenziamenti, mentre al contempo il governo continua a perseguire una politica di aumento della tassazione, destinando gli introiti (comunque calanti a causa della riduzione dei consumi e dei contribuenti) a rimpinguare le casse del sistema bancario, ormai diventato un organismo autoreferenziale che sta dismettendo le aperture di credito alle famiglie ed alle imprese, e praticando la progressiva eutanasia dei servizi al cittadino (sanità, scuola, trasporti pubblici ecc) con conseguente aggravio dei costi per ciascuno di noi.
La maggioranza delle famiglie sta ancora riuscendo a sopravvivere grazie alla stampella costituita dalle pensioni di genitori e nonni, alla vendita del patrimonio immobiliare privato, al depauperamento di quelli che usualmente venivano chiamati “risparmi di una vita”, ma ogni giorno che passa un numero crescente di persone non riesce più a pagare tutto quello che gli viene richiesto, entra nel novero degli evasori fiscali (per qualche cartella esattoriale che non può onorare) ed inizia ad essere perseguitato da Equitalia, che gli porterà via la casa in cui sopravvive o quel che resta della pensione, del salario o del conto in banca.
Sarebbero queste le basi sulle quali poggiare la prospettiva di una ripresa economica prossima ventura ed i presupposti per sproloquiare su fantomatiche luci che magicamente comparirebbero in fondo al tunnel? In fondo al tunnel l’unica luce è quella del bidone con il quale tenteremo discaldarci, avvoltolati dentro ad un cartone consunto. Forse è arrivato il momento di prenderne coscienza ed iniziare a reagire, anche se potrebbe già essere troppo tardi.
Il 29 Settembre Forza Nuova scenderà in piazza in 11 città italiane . Militanti e simpatizzanti emiliano-romagnoli parteciperanno al corteo di Rimini ORE 16.00.
Per info e adesione: fnromagna@libero.it o 340/0676456.
Il nostro momento è ADESSO: ITALIA, FUTURO, RIVOLUZIONE!

Video: http://www.youtube.com/watch?v=IohFQUg-aw0

Per FOrza NUova
D. Raggi
resp provinciale

Dopo Lugo, anche Faenza risistemerà il campo rom di Pieve Corleto

La Regione istituisce il fondo esclusivo per il ripristino dei campi rom emiliani- romagnoli e ovviamente i Comuni, mossi da buonismo e solidarietà fanno richiesta della fruizione di tale fondo.
Dopo Lugo, la quale per la ristrutturazione del suo campo rom ha chiesto una somma di €. 50.000 pari al 90% del totale, anche faenza usufruisce di questo speciale fondo: ne chiede solamente 26.000 c.ca; per lo meno si spera che la somma destinata al ripristino del campo rom di Pieve Corleto arrivi dalla Regione; l’articolo apparso stamane su La Voce di Romagna non parla proprio chiaramente.
Se La Regione non ha altro da fare che emettere fondi speciali per le etnie rom, anche se legittimata dalle Leggi, ci vien da pensare anzi sostenere che i Comuni non siano assolutamente obbligati ad usufruire di tali somme per gli zingari.
RIteniamo che sia solamente un insulto vero e proprio nei confronti dei faentini che da oltre vent’anni sono soggetti all’accattonaggio, ai soprusi, alla prepotenza e delinquenza da parte degli zingari. Dove passano loro, rimane solamente una discarica a cielo aperto.
L’amministrazione comunale sembra che si sia dimenticata delle ingenti somme sprecate quando furono messi in funzione i servizi igienici presso il campo rom di Via Batticuccolo; allora furono sprecati c.ca 70.000.000 di lire per la ristutturazione e quasi 30.000.000 per l’acqua “consumata” quando a poco dai lavori, i bagni furono completamente devastati.
All’epoca ovviamente le utenze furono pagate dal Comune, e ad oggi? chi pagherà la bolletta dell’acqua e dei rifiuti? Per oltre vent’anni Comune e associazioni di parte han tentato di integrarli; nulla si è risolto. FOrse il dubbio che loro non si vogliano integrare con noi non è saltato alla mente di nessuno?
Pure il sig. Canuti dell’ass. Papa Giovanni XXIII, l’Associazione che li ha sempre aiutati e difesi, mesi addietro dichiarò al nostro responsabile di sezione, Mirco Santarelli, che la loro tentata integrazione è stata solamente un fallimento.
A questo punto ci viene da chiederci : ma perchè questo accanimento terapeutico? perchè continuare a voler integrare coloro che integrati snaturerebbero la loro vita? perchè obbligare un nomade a fermarsi? la risposta è solo una, non voler ammettere i propri errori.
Chiediamo fermamente di fare un passo di umiltà, di riconoscere che ” l’affare” nomadi è un fallimento, di non usufruire di nessun fondo speciale e di iniziare a pensare concretamente ai problemi faentini.
Resp. provinciale Forza Nuova
Desideria Raggi
resp. della sezione faentina Forza Nuova
Mirco Santarelli

Il campo nomadi di Lugo e le discriminazione nascoste dalla demagogia.

Comunicato congiunto Forza Nuova – Movimento Nazionale Cristiano-Liberale – Movimento Italia Garantista


E’ ormai ben noto che in Italia sia uso e consuetudine, di una certa politica, fregarsene dei cittadini italiani bisognosi preferendo aiutare chi Italiano non è. Tale solidarietà, figlia di una discriminazione evidente ma sottaciuta, viene esercitata nonostante la crisi stia mettendo inesorabilmente e quotidianamente sempre più famiglie Italiane sul lastrico, ma questo sembra poco importare al nostro Governo e, nelle loro possibilità e competenze, ai Comuni, alle Provincie e tanto meno alle Regioni.

In questo contesto generale, a nostro avviso autocastrante, non condividiamo la scelta del Comune di Lugo che ha disposto la messa a norma dell’impianto elettrico, il rifacimento della pavimentazione ove sostano le roulotte e dei servizi igienici del locale campo nomadi. Questa riqualificazione necessiterà di un contributo della regione consistente nella modica somma di 50mila euro, denaro che è nelle disponibilità regionali in quanto è stato creato un fondo di un milioncino di euro circa da mettere a disposizione ai vari comuni dell’Emilia Romagna per far fronte a tali esigenze. Riteniamo paradossale che esista un fondo regionale di un milione di euro utilizzato anche per la manutenzione di campi nomadi quando nella stessa regione sono presenti famiglie Emiliane che sono ancora costrette a vivere nelle tende a causa del terremoto.
Ovviamente sappiamo che i fondi destinati ad uno scopo specifico non possono essere usati per altri motivi ma siamo fermamente convinti che nessuno vieti di non sprecarli.

Le dichiarazioni del Consigliere Lughese del PDL Costa, riguardanti la riqualificazione del campo nomadi di Lugo, sinceramente ci fanno sorridere ma sicuramente non provocheranno altrettanta ilarità in tutti quegli Italiani che fanno fatica ad arrivare a fine mese o che sono costretti a fare i mendicanti contro la loro volontà.
Costa afferma che “i rom sono persone anche se hanno deciso di vivere diversamente”. Non mettiamo in dubbio che i rom siano persone ed al consigliere Berlusconiano desideriamo ricordare che se una persona decide di vivere diversamente dovrebbe farlo di tasca propria senza gravare economicamente sulle spalle di chi quella scelta non l’ha fatta. In riferimento al sugerimento di Costa, di un piano triennale per dare la certezza ai giovani del campo di non venir discriminati nella scuola e nel lavoro, saremmo curiosi di sapere come e quando queste persone siano state discriminate nella città di Lugo.
Prendiamo atto che la demagogia è sempre lo strumento più utilizzato dalla politica.

Responsabile Provinciale Ravenna
Forza Nuova
Desideria Raggi

Coordinatore Regionale Emilia Romagna
Movimento Nazionale Cristiano-Liberale
Franco Lanzoni

Presidente Dipartimento Sicurezza
Movimento Italia Garantista
Domenico Marigliano

Smentita sul caso di Massa Lombarda

Non sono mai stato più contento di avere fatto un errore! Per fortuna il pensionato è vivo ed oltre a chiedergli scusa, a lui ed a tutti i suoi familiari ed amici, porgo i miei più sinceri auguri di pronta guarigione. Ho sbagliato in buona fede ma questo non mi giustifica e quindi approfitto di questa pubblica ammenda per porgere anche le mie dimissioni dall’incarico di responsabile dell’area lughese per non inficiare l’ottimo lavoro svolto dai militanti di Forza Nuova.
L’ormai ex
responsabile Forza Nuova Lugo
Luca Marchiani

FORZA NUOVA PRO SIRIA

Anche una delegazione della sezione forzanovista della Romagna interverra’ il prossimo 20 settembre a Roma in occasione della partecipazione ufficiale di Forza Nuova alla manifestazione pro Siria. “Non possiamo rimanere a guardare mentre la Siria del Presidente Assad viene attaccata dalle forze sioniste che vogliono imporre la loro legge politica, economica e sociale”, commenta il Segretario Nazionale Roberto Fiore.
“La Siria è un baluardo da difendere a tutti i costi e il popolo siriano deve sentire la nostra vicinanza nella battaglia contro l’ennesima guerra economico/petrolifera portata avanti da ribelli armati e sostenuti dagli anglo-francesi e americani, che miete vittime da mesi e mesi”.
“Mentre la comunità internazionale tace – conclude Fiore – Forza Nuova esprime la sua vicinanza alla Siria, al suo popolo e al Presidente Assad”.
“Anche noi militanti della sezione di Forza Nuova di Ravenna e provincia – commenta la Responsabile Provinciale ravennate – scenderemo al fianco di un popolo fiero che ha deciso di vendere cara la pelle, per la propria sovranità e per il proprio futuro”.
resp. provinciale
Desideria Raggi

Fondi regionali per i rom lughesi

Si sa che in Italia oramai è uso e consuetudine aiutare il prossimo e fregarsene dei cittadini italiani bisognosi. La crisi che sta attraversando il nostro paese sta continuando a mettere in ginocchio le famiglie ma questo poco importa al nostro Governo e nelle loro possibilità neanche ai Comuni, alle Provincie e tanto meno alle Regioni.
Unico obiettivo è aiutare gli altri. Non da meno, ovviamente, poteva essere il Comune di Lugo, che, forse mosso da uno spirito solidale, mosso dalla “pietà” verso le famiglie rom che stazionano da diversi anni nella periferia lughese , ha deciso di fare dei lavori di manutenzione alla loro FISSA postazione e dimora, attraverso la messa a norma dell’impianto elettrico, il rifacimento della pavimentazione ove sostano le roulotte, dei servizi igienici.
Per fare questo, ovviamente ha bisogno di soldi, quindi fa richiesta alla Regione di una somma “esigua” di €. 50.000/00 per far fronte ai lavori previsti.
La Regione, dal suo canto, non si fa trovare impreparata perché ha creato un fondo di un milione di euro c.ca da mettere a disposizione ai vari comuni dell’Emilia Romagna per far fronte a tali esigenze .
Pensare invece di chiedere aiuto a chi di dovere per aiutare le famiglie lughesi italiane bisognose? Per riuscire a concretizzare un qualcosa che possa agevolare i lughesi? Qualcosa per dare più vivibilità? E domanda importantissima: ma le utenze (energia elettrica, acqua etc) che le paga? Le famiglie rom, se sì vorrà dire che hanno un lavoro, quindi percependo uno stipendio possono pure permettersi una casa in affitto e se così fosse, perché continuano a stare accampati come se fossero in villeggiatura? Se invece non saranno loro a provvedere al pagamento delle utenze, le paga il Comune? Quindi i cittadini lughesi.
Ovviamente i fondi destinati per qualcosa non possono essere usati poi per altre motivazioni, ma forse di partenza l’amministrazione comunale dovrebbe lasciar da parte tale intenzione e concentrarsi sui reali problemi che come ci sono in tutte le città, sicuramente ci sono anche a Lugo.
In un momento di crisi, di sacrifici, di austerità dove lo stato chiede molto e poco da, riteniamo assurdo sprecare le nostre risorse verso coloro che per la società e per il paese non hanno mai fatto e mai faranno nulla di socialmente utile.