EMERGENZA VANDALISMO A FAENZA!

E’ UNA VERGOGNA!!!

TUTTE LE NOTTI IN VARIE ZONE DELLA NOSRA CITTA SI VERIFICANO ATTI DI VANDALISMO CONTRO BENI PRIVATI E PUBBLICI. IL NUMERO DI QUESTI ATTI E’ IMPRESSIONANTE E IN COSTANTE AUMENTO: SAN FRANCESCO, CAVALLERIZZA, ZONE LIMITROFE AI PARCHI ETC. I LUOGHI PIU’ COLPITI.

I RESIDENTI NON NE POSSONO PIU’!!!
ANCHE NOI DI FORZA NUOVA NON NE POSSIAMO PIU’!!!

I PASSACARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SONO IMPEGNATI AD ORGANIZZARE CONSULTE PER L’INTEGRAZIONE DEGLI EXTRA-COMUNITARI COMPRESI VANDALI E SPACCIATORI. L’OPPOSIZIONE NON RIUSCIAMO AD INDENTIFICARLA IN QUANTO NON SI VEDE E NON SI SENTE. LE FORZE DELL’ORDINE NON HANNO SUFFICENTI UOMINI E MEZZI PER INTERVENIRE. SOLO FORZA NUOVA SI MUOVE DA ANNI A FIANCO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA VITTIMA DEI NOSTRI FALLIMENTI.

FACCIAMO ASSIEME UNA PACIFICA RIVOLUZIONE.

SOSTENETE FORZA NUOVA, AIUTATECI A MANDARLI A CASA TUTTI!

VINCENZO FANELLI
CANDIDATO SINDACO PER FORZA NUOVA

Qualunque cosa ci sia dietro l’angolo… basta !

Da dove vogliamo cominciare tanto per stare agli ultimi giorni ?
Dalla Lonardo, da Bassolino, dal prefetto Pansa, da Mastella, da Marrazzo, dagli “ amici “ e “ compagni “ collusi con una trionfante delinquenza ad ampio spettro che si annida, che trae forza e impunita legittimità dai Poteri Forti ?
Da “ Cosa Nostra “ dalla Camorra, dalla ‘Ndrangheta, dalla Stidda, dalla Sacra Corona Unita, dai Casalesi o dal beverone salvifico costruito dai media di Saviano ?
Vogliamo partire dal Pd o dal PdL, dall’associazione a delinquere, e tutto il resto, o dai ricatti e dalla frequentazione dei trans alle striscie di coca ?
Dal Generale Mori o dalla mafia di Ciancimino ? Dal Nord o dal Sud ?
E vero o non è vero che Feltri l’ha mandata a dire su “ Il Giornale “ anche a Fini tanto da costringere la terza carica dello “ Stato “ a utilizzare il patrocinio preventivo dell’on Bongiorno, Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ?
I miasmi a ben annusare li si sentiva già da un bel po’ di tempo nell’aria. Nelle chiese davanti alla morte si batte le mani, si avvolge nel tricolore le salme degli scomparsi nel fango delle frane ma non quelle dei terremoti.
La Repubblica delle Banane ha ormai la buccia color giallo cadavere.
Nella gente c’è malessere, sofferenza, estraneità.
Stati d’animo che si macerano, per ora, silenziosi all’orlo.
La verità è che gli italiani, non ce la fanno più a sopportare le rapine, i parassiti, i saccheggiatori di tutte le risme, il taglieggiamento, la violenza, l’arroganza, i privilegi di casta, le menzogne, l’arbitrio dei “ vip “, la crescente povertà che taglia il fiato e getta alle ortiche la dignità delle famiglie, che brucia l’etica e l’avvenire dei figli.
Eugenio Scalfari in un fondo Domenica 25 Ottobre sul giornalone di De Benedetti titola così : aria torbida da fine regno, pensando al Presidente del Consiglio Berlusconi che non gli va a genio.
Per noi “ papi “ o “ mortadella “ pari sono. Le lobbies che tengono in piedi il “ cavalier di Arcore “ o hanno sponsorizzato il “ professor Nomisma “ nella corsa a Palazzo Chigi sono le stesse. .
Le menzogne, le eterne pastette delle riforme, le leggi elettorali truffa, i trasformismi, i rituali, malati, marci della “ politica “, il bla bla delle “ istituzioni “ non bastano più a tenere sotto controllo le metastasi che aggrediscono il Paese.
Se ci mettiamo i delitti di Garlasco a partire da quello di Via Poma, il pastone diventa stordente, avvelenato, capace di uccidere.
Il respiro dei Palazzi è corto e affannoso, come quello dei moribondi. La banda suona sulla coperta del Titanic.
Il porno Marrazzo ha avuto l’esplicito sostegno del Ministro degli Interni, del legista, duro e puro, Maroni. Ecco cosa dice l’Inquilino del Viminale, lo riportiamo virgolettato, sul Governatore del Lazio : “ la sfera privata deve essere preservata dallo scontro politico, la vita personale è personale, ognuno può fare quello che vuole. Essendo vittima di un ricatto Marrazzo non credo che debba dimettersi “. Sentito ?
Ognuno può fare quello che vuole. Più chiaro di così si muore.
Giudizio condiviso dal Ministro della Giustizia Alfano, dal capogruppo dei Deputati del PdL Fabrizio Cicchitto rammaricato per le annunciate dimissioni dell’ex conduttore di “ Mi manda Rai 3 “. A “ sinistra “ tra gli sponsor e i candidati alla segreteria del Pd la preoccupazione che dilaga è quella che l’”affaire”, puzzolente come una fogna stagnante, di Via Gradoli tagli le gambe alla “ partecipazione popolare “ alle primarie.
Marrazzo, a sorpresa, incassa anche la solidarietà del capogruppo dei Senatori del PdL Gasparri. Papi con Noemi e le sue puttane, pardon … escort, a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli ci fa un autentico figurone, naturalmente lasciando fuori gli amici di Tarantini che hanno gli stessi vizietti afrodisiaci dei ( delle ? ) brasileros Natalina e Brenda, affittate a 3.000 euro a botta da Marrazzo quando milioni di uomini e di donne, disoccupati, precari o pensionati cercano disperatamente di mettere insieme pranzo e cena.
Nelle dichiarazioni di Maroni e nelle difese di ufficio della “ maggioranza “, affiora, al di là dell’improponibile e del ridicolo, una paura folle : la tenuta del sistema politico e istituzionale dell’ Italietta.
Nella stanza di Villa Piccolomini, sede di rappresentanza della Regione Lazio, accanto alla colossale scrivania dell’ ex ( ? ) Presidente della Regione Marrazzo che se la fa con i trans, c’è in angolo la bandiera della Unione Europea e quella del Bel Paese.
Sulla parete damascata di velluto rosso c’è una gigantografia in cornice a foglia d’oro di Giorgio Napolitano, il Padre della Patria, il Comandante Supremo delle Forze Armate e del Consiglio Superiore della Magistratura che per Marrazzo come per Fini ha sempre avuto un debole.
Ci auguriamo, vi auguriamo, cari Italiani,, che delle gocce di imprevedibile possano far tracimare, oggi, domani, il prima possibile, il bidone di percolato ormai all’orlo, qualunque cosa possa esserci dietro l’angolo.

Claudio Marconi
Responsabile FN Romagna

CIBO ISLAMICO NELLE MENSE SCOLASTIE! FORZA NUOVA SI MOBILITA

articoloForza Nuova considera delirante la decisione presa dalla mensa scolastica di servire cibo islamico, cinese e di qualsiasi altra etnia.
Ci troviamo nuovamente di fronte ad assurde pratiche di “integrazione” verso persone che ti integrazione non gliene frega nulla.
Se il cibo italiano non è gradito, per usi o per religione, dai genitori dei bambini extra-comunitari, quest’ultimi hanno un menù alternativo.
Perché allora per i nostri bambini italiani non viene data un’alternativa di menù nel giorno del cibo etnico? Perché le mense scolastiche impongono il cibo etnico? Se non mangiano il cous cous o il riso alla cantonese rimangono a digiuno fino il ritorno a casa? Questa è democrazia e integrazione per gli extra-comunitari oppure una sorta di ANTIDEMOCRAZIE E DI FORMA DI RAZZISMO nei confronti dei bambini italiani?
Di fronte a questa chiara discriminazione nei confronti dei Nostri Figli F.N. attuerà decise forme di protesta.
A questi illuminati dietisti che soffrono di ansie e deperimenti consigliamo di mettere carne di maiale sotto i denti.

Fanelli Vincenzo
Candidato a sindaco per FN

ROBERTO FIORE A FAENZA CONTRO GLI ZINGARI

Dopo un percorso assai tortuoso per trovare una sala nella quale ospitare il nostro segretario naz. R.Fiore, mercoledi 7 ottobre u.s. abbiamo fatto formale richiesta per la sala comunale denominata “bigari” presso la segreteria generale del comune di Faenza, la quale, precedentemente ci aveva dato conferma
che tale sala poteva essere l’unica disponibile per la data del 16 ottobre p.v.
A giovedi 8 ci riferivano che la domanda era sulla scrivania del Sindaco (quindi gia protocollata!!!).
Ma qualcosa deve essere andato storto oppure noi, i tremendi “fascisti picchiatori”, “siamo andati storti” a qualcuno.
In totale buona fede aspettavamo con ansia una risposta al massimo entro lunedì.
Ma purtroppo questo non è avvenuto, in svariate occasioni, durante le telefonate fatte per chiedere informazioni, le risposte erano le piu disparate, ( teniamo a precisare che le dipendenti comunali non ne hanno colpa, eseguiscono ciò che gli viene chiesto). Prima il protocollo, poi il sindaco non c’era, poi invece aveva visto la richiesta ma ancora non aveva “deliberato”, fino a lunedì 12 che all’ennesima telefonata ci è stato risposto che : ” l’atto deve essere firmato dall’Assessore ma prima si deve consultare col Sindaco.
Hanno già visionato la richiesta assieme, ma devono decidere e senza la consultazione e la firma non sappiamo se venga data la sala oppure no”.
Stranamente quel giorno l’Assessore era stato in mattinata fuori per lavoro, ed il pomeriggio era scappato a bologna sempre per lavoro quindi non era proprio passato dall’ufficio. Quindi, prima di martedi 13 in tarda mattinata dopo la riunione della giunta, non si poteva aver risposta.
Questo noi lo chiamiamo tentato boicottaggio di una conferenza di estrema destra, movimento politico scomodo a tanti e soprattutto all’amministrazione comunale faentina. Boicottaggio in quanto il ritardare la risposta ha bloccato la stampa dei manifesti, quindi nessuna pubblicità della serata, il ritardo dell’invio degli inviti e il rischio di rimanere “a bocca asciutta” se ci veniva negato l’uso della sala. Abbiamo allora optato per prenotare un’altra sala, privata, per poter riuscire comunque a fare la conferenza senza alcun posticipo di nessun genere.
Perche per dire si o no, ci si deve impiegare cosi tanto tempo? Forse perche da una parte FOrza Nuova e dall’altra il tema della serata GLI ZINGARI sono stati i due motivi molto validi per la rossa amministrazione, essendo due elementi scomodi? Si voleva temporeggiare per arrivare a venerdi senza darci la possibilità di far pubblicita cosi i cittadini faentini STANCHI DEGLI ZINGARI e firmatari della petizione popolare per l’allontanamento dei nomadi dalla nostra città , per la quale stiamo risquotendo un enorme successo con circa 1400 firme all’attivo, ma alla fine darci l’uso, oppure arrivare a venerdi negandoci l’uso della sala e lasciandoci “a piedi”?
A scanso d’equivoci, noi rispondiamo cosi, con un invito a tutta la cittadinanza e all’amministrazione comunale, soprattutto al sig. Sindaco e all’Assessore:

VENERDI 16 OTTOBRE ORE 21.00 C.CA
PRESSO L’HOTEL CAVALLINO
VIA FORLIVESE 185
CONFERENZA SUL TEMA DEI ROM DAL TITOLO
“20 ANNI DI NOMADI A FAENZA: UN CLAMOROSO INSUCCESSO”
RELATORI:
ROBERTO FIORE – SEGRETARIO NAZIONALE DEL MOVIMENTO FORZA NUOVA
VINCENZO FANELLI VICE – SEGR. SEZ. UNICA ROMAGNA
MIRCO SANTARELLI SEGR. SEZ. FAENTINA “ETTORE MUTI”

resp. organizzazione Desideria Raggi

DICONO CHE LA MAGISTRATURA ” NON” E’ DI PARTE…MA COME MAI I BRIGATISTI NERI SONO TUTTI IN CARCERE??

22/10/2007 – – Sono usciti alla spicciolata e ora sono quasi tutti fuori. Con qualche restrizione o ormai completamente liberi. Gli ex terroristi dell’ultrasinistra sono rientrati nella società. «Ci è andata bene», ha sintetizzato Maurice Bignami, ex comandante di Prima linea. Alcuni lavorano nelle cooperative, che offrono una chance di reinserimento agli ex detenuti; altri hanno preso strade diverse. C’è anche chi è entrato nelle istituzioni, buttando via il passato come uno zaino ingombrante, ed è pagato da quello Stato combattuto in gioventù. Recentemente Leonardo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br il 10 febbraio 1986, ha posto alla Regione Toscana due domande molto scomode: quanti familiari delle vittime del terrorismo lavorano per la Regione o la Provincia o enti collegati a Firenze e in Toscana? E quanti ex terroristi? Nell’attesa è il Giornale a tentare un primo censimento.
Corrado «Federico» Alunni Fondatore Br, 58 anni, arrestato nel 1978 dopo esser passato nelle Formazioni comuniste combattenti. Nel 1980 tenta la fuga da San Vittore insieme a Vallanzasca, nel 2003 scrive un libro con altri autori («La rapina in banca, storia, teoria, pratica»), da anni è fuori di galera, lavora in una coop informatica.
Vittorio «Alvaro» Antonini Già responsabile della colonna romana Br, coinvolto sequestro Dozier, arrestato nel 1985, è in semilibertà dal 2000. Ogni giorno entra ed esce di prigione per lavorare all’esterno. Presiede l’associazione culturale Papillon-Rebibbia promotrice della protesta che nel 2004 si è allargata a tutte le carceri d’Italia. Ha avuto l’onore di essere convocato a Montecitorio dalla commissione-giustizia per discutere dei problemi delle galere. Smentì di esser stato perquisito in cella dopo l’omicidio D’Antona.
Lauro Azzolini Membro esecutivo delle Br nel processo Moro, 62 anni, tre ergastoli, l’uomo che sparò a Montanelli, è libero. Da semilibero ha iniziato a lavorare in una coop che si occupa di non-profit, settore disabili, per la Compagnia delle Opere.
Barbara Balzerani Svariati ergastoli, ai vertici delle prime Br-Pcc, autrice del libro «Compagna Luna» per Feltrinelli, ha lavorato con la coop Blow Up di Trastevere specializzata nell’informatica musicale. Arrestata nel 1985 ottiene i primi permessi agli inizi degli anni Novanta.
Silvia Baraldini Condannata dalla giustizia americana a 43 anni di galera per associazione sovversiva, è uscita per motivi di salute ottenendo, il 27 dicembre 2002, una collaborazione con la giunta Veltroni. A caldeggiare il rinnovo del contratto di consulenza sul lavoro femminile, nel 2003, fu l’assessore Luigi Nieri di Rifondazione comunista. L’associazione delle vittime ha presentato denuncia in procura.
Marco Barbone L’assassino del giornalista Walter Tobagi si è pentito ed è tornato libero. Lavora in una tipografia a Milano.
Cecco Bellosi Ex componente della colonna Walter Alasia, in manette nel 1980, condannato a 12 anni, libero nel 1989. Presiede un centro di recupero di tossicodipendenti a Nesso che collabora con l’associazione Lila.
Vittorio Bolognese Colonnello delle Br-Partito Guerriglia, è in semilibertà dal settembre 2000. Ha lavorato come operatore informatico alla coop romana Parsec dove ha trovato Pancelli, Piccinino e altri ex irriducibili.
Franco Bonisoli Brigatista del commando di via Fani, ergastolano, 13 anni di carcere, dissociato, è libero. Ha fatto il grafico in una Coop di Sesto San Giovanni, lavora in una società di servizi ambientali.
Paola Besuschio Il suo nome venne fatto dalle Br durante il sequestro Moro, era detenuta, ne volevano la liberazione in cambio del leader dc. Lavora in una cooperativa statistica.
Anna Laura Braghetti Ex compagna di Prospero Gallinari, è coinvolta nell’omicidio del giudice Vittorio Bachelet, è la carceriera di Aldo Moro in via Montalcini, nota come «signora Altobelli»: condannata al carcere a vita. Ha scritto alcuni libri, dal 1994 lavora tutti i giorni all’organizzazione di volontariato vicina ai Ds, «Ora d’Aria» che si interessa alle problematiche dei detenuti. Nel 2002 ottiene la condizionale.
Paolo Cassetta Esponente tra i più duri del partito armato, raffica di condanne alle spalle, è semilibero da un bel pezzo. Lavora stabilmente alla coop 32 dicembre, collegata al Centro Polivalente circoscrizionale intorno a cui gravitano vecchie conoscenze degli anni di piombo, come Bruno Seghetti e Cecilia Massara.
Geraldina Colotti Militante delle Ucc, ex insegnante di filosofia, ferita in un conflitto a fuoco nel gennaio del 1987, ha lavorato alla coop romana 32 dicembre, oggi è impiegata al quotidiano Il Manifesto dove lavora anche l’ex bierre Francesco Piccioni, semilibertà dal 1999.
Anna Cotone Ex bierre del feroce Partito Guerriglia, coinvolta nel sequestro dell’ex assessore dc Ciro Cirillo, arrestata nel 1982, in semilibertà da anni, lavora dal 2002 nella segreteria politica dell’europarlamentare di Rifondazione comunista, Luisa Morgantini.
Renato Curcio Fondatore e ideologo delle Br, gira l’Italia facendo conferenze in scuole, università, consigli comunali, presenta i suoi libri ai festival dei partiti. In tv, sulla berlusconiana Canale 5, è arrivato a dire che le vittime degli anni 70 sono i suoi compagni di lotta morti sul campo. Da dieci anni è a capo della coop editoriale «Sensibili alle foglie» che si occupa di studi sulla lotta armata, carcere e droga, tema quest’ultimo cavalcato da don Gallo, il parroco antagonista di Genova, che ha presentato il libro edito da Curcio insieme a Dario Fo. Condannato a 30 anni, ne ha scontati 24, è semilibero dal 1993.
Alessandra De Luca Anche lei brigatista nel processo Moro, è in semilibertà da tempo. È stata candidata col partito di Bertinotti alle regionali del Lazio, ma non ce l’ha fatta.
Roberto Del Bello Ex brigatista della colonna veneta, condannato a 4 anni e 7 mesi per banda armata, oggi lavora al Viminale come segretario particolare di Francesco Bonato, sottosegretario agli Interni per Rifondazione comunista.
Sergio D’Elia Dirigente di Prima linea, sconta 12 anni di carcere. Liberato e ottenuta la riabilitazione, entra nel partito radicale. Nel 2006 viene eletto alla Camera nella lista della Rosa nel Pugno e diventa segretario d’aula di Montecitorio. Fra polemiche e proteste.
Adriana Faranda Fa parte della direzione strategica delle Br, aderisce presto alla «dissociazione» guadagnando la libertà. Viene rilasciata nel 1990 e affidata all’opera di don Calabria dove lavora al computer. Scrive libri, ha fatto la fotografa. Finisce al Costanzo Show, e sono polemiche infinite.
Diego Fornasieri Insieme ad altri ex detenuti è attivo nel non-profit attraverso la cooperativa sociale di prodotti biologici «Arete». Guerrigliero di Prima linea, incassa una condanna a 30 anni nel 1983. Libero.
Alberto Franceschini. Fondatore con Curcio delle Brigate rosse, nel 1983 si dissocia. Oggi lavora a Roma con la Braghetti all’associazione per detenuti «Ora d’Aria». Condannato a più di 50 anni di galera, esce dal penitenziario nel 1992 dopo 17 anni di reclusione. Scrive libri, partecipa a conferenze.
Prospero Gallinari Membro del commando che sparò alla scorta di Moro in via Fani, responsabile della «prigione del popolo», è libero da tantissimi anni per problemi di cuore.
Claudia Gioia Primula rossa delle Unità Comuniste Combattenti subisce una sentenza a 28 anni di prigione per il delitto del generale Giorgieri e per il ferimento dell’economista Da Empoli. È in libertà condizionale dal gennaio 2005. Nel 1991 finisce intercettata mentre parla, in cella, col br Melorio di un tentativo di ricostituzione delle Ucc.
Eugenio Pio Ghignoni Brigatista coinvolto e condannato nel processo Moro, è il responsabile della Direzione Affari Generali dell’Università Roma Tre, cura la sicurezza…
Maurizio Jannelli Già capocolonna romano delle Br, ergastolo per vari crimini (tra cui la strage di via Fani) ha lavorato alla Rai come autore a partire dal 1999. Per il Tg3 ha seguito «Il mestiere di vivere», «Diario Italiano», «Residence Bastogi», fa parte dello staff della trasmissione sportiva «Sfide». Ha scritto «Princesa», libro su un transessuale suicida. Dal 2003 è in condizionale.
Natalia Ligas Nome di battaglia «Angela», la dura delle Br-Partito Guerriglia che partecipò al massacro di piazza Nicosia a Roma, ergastolana, permessi premio a partire dal 1998, dal 2000 è semi-libera nonostante non si sia mai dissociata.
Maurizio Locusta Partecipa al delitto Giorgieri (24 anni di pena), viene estradato dalla Francia nel marzo 1988, dopo qualche anno esce ed è assunto alla fondazione Lelio Basso-Issoco come «assistente di sala consultazione».
Francesco Maietta Ex militante delle Ucc, condanne pesantissime, lavora part time in un ente importante dal 1990. Si è sposato nel 1998 a Ostia con una ragazza della Caritas. Tra gli invitati, il presidente emerito Francesco Cossiga.
Corrado Marcetti Ex di Prima linea, oggi è direttore della Fondazione Michelucci a Fiesole.
Nadia Mantovani Dissociata, condannata a 20 anni per appartenenza alle Br, ottiene la condizionale a gennaio ’93 quando sconta due terzi della pena. Ex fidanzata di Renato Curcio, è tra le fondatrici dell’associazione per il reinserimento dei detenuti «Verso Casa». Il 23 agosto 2004 la sua performance sugli anni di piombo al meeting di Rimini ha riscosso molto successo tra il pubblico di Cl.
Mario Moretti Il numero uno delle Br, leader della direzione strategica, partecipa al sequestro Moro, dopo 17 anni di carcere, 9 di clandestinità e 6 ergastoli, nel 1994 ottiene il permesso di andare alla Scala. Una volta fuori, in lavoro esterno, si occupa di volontariato. Esperto di informatica partecipa alla fondazione della Cooperativa Spes composta da ex irriducibili dissociati. La coop ottiene vari contributi, anche dalla Regione Lombardia, insieme all’associazione «Geometrie variabili» cerca «forme di lavoro non alienanti per i detenuti». Scrive libri.
Valerio Morucci. L’ex postino delle Br durante i 55 giorni del caso Moro, scontati 17 anni di prigione, dissociato, è libero. Autore di libri di successo (l’ultimo, «La peggio gioventù») vincitori di premi letterari con «Il collezionista» (la VI edizione di «Esperienze in giallo») lavora come consulente informatico.
Roberto Ognibene. Gode dei benefici dovuti alla legge sui dissociati e lavora come impiegato al Comune di Bologna.
Ave Maria Petricola Quest’anno la Provincia di Roma ha assunto quest’ex pentita brigatista, nome ricorrente al processo Moro, come responsabile del centro di Torre Angela, VII municipio della Capitale, che trova lavoro ai disoccupati. Amnistiata nel 1987, nel 2004 la ritroviamo nella lista degli assistenti sociali regionali.
Remo Pancelli Killer dell’ala militarista delle Br «Colonna 28 marzo», l’ex dipendente delle Poste del sequestro D’Urso, viene bloccato dai carabinieri il 7 giugno del 1982. Pluricondannato, è inserito in una coop sociale (che ha ospitato altri ex terroristi rossi).
Marco Pinna Soldato della colonna sarda delle Br, è vicepresidente della coop ambientale «Ecotopia».
Susanna Ronconi Storica figura del troncone toscano di Prima Linea, lavora al Gruppo Abele di Torino dove ha la responsabilità delle cosiddette «Unità di strada». Nel 1987 guadagna il primo permesso-premio per la sua dissociazione. È stata consulente di Asl e Comuni del nord Italia, collabora alla pubblicazione del «Rapporto sui diritti globali» a cura dell’associazione Informazione&Società per la Cgil Nazionale. Un’interrogazione di Gasparri (An) e Giovanardi (Ccd) la segnalano come beneficiaria di una consulenza da parte dell’allora ministro Livia Turco.
Giovanni Senzani Il «criminologo» delle Br-Partito Guerriglia, irriducibile fino al midollo, già sospettato di essere il Grande Vecchio del sequestro Moro, ergastolano per l’omicidio del fratello del pentito Patrizio Peci, esce nel 1999 in semilibertà ma un anno dopo è dietro la scrivania di un centro di documentazione della Regione Toscana denominato «Cultura della legalità democratica» e inserito nel progetto Informacarcere. Nel 2001 si è scoperto che il centro poteva clonare tutti gli atti, anche quelli segreti, della commissione parlamentare sulle stragi. È coordinatore della casa editrice di sinistra Edizioni Battaglia.
Marco Solimano Ex di Prima linea, oggi è consigliere dei Ds al Comune di Livorno. Da circa dieci anni è assistente volontario al carcere di Livorno come responsabile Arci.
Nicola Solimano. Ex di Prima linea, condannato a 22 anni lavora alla Fondazione Michelucci di Fiesole, costituita nel 1982 dalla Regione Toscana e dai Comuni di Pistoia e Fiesole. È stato consulente della Regione Toscana per la nuova legge a tutela dei popoli Rom e Sinti e fra i coordinatori di un campus internazionale nell’ambito dell’iniziativa regionale Porto Franco, per conto dell’Assessorato alla cultura della Regione.
Vogliamo che i posti di lavoro degli ex terroristi , vangano assegnati a laureati diplomati e disoccupati onesti che non hanno mai avuto a che fare con organizzazioni terroristiche o ha potentati mafiosi.
Noi non vorremmo un domani (molto vicino) essere governati da terroristi e magiosi.

Bruno berardi Presidente
“Domus Civitas”Vittime del terrorismo e della mafia

CONTINUA LA NOSTRA BATTAGLIA

Continua la raccolta firme per allontanare gli zingari da Faenza. Sabato mattina dalle ore 10 alle ore 12 presso la p.zza del Popolo ang. c.so Mazzini e nel pomeriggio dalle ore 14 alle ore 16 presso il c. comm. Le Cicogne.