DOVE TROVARE I SOLDI PER LE OPERE PUBBLICHE?

In questo periodo di crisi, caratterizzato da esplosioni di bolle speculative, di restrizione del credito e di chiusura di un numero spropositato di imprese con conseguente accrescimento del numero di disoccupati, la capacità di investimento sia di privati che di pubbliche amministrazioni si è ridotta notevolmente. Questo fenomeno, aggravato dai continui drenaggi di materia monetaria che le banche centrali causano, spacciando l’aumento dei prezzi per inflazione (che in realtà significa eccesso di moneta in circolo), per entrare in possesso dei mezzi di produzione, cioè dei beni delle imprese in fallimento.
Il problema alla base di questa dinamica è il fatto che lo Stato non è proprietario della propria moneta: essa gli viene addebitata dalla Banca Centrale Europea, la quale pretende un interesse annuo(Tasso Ufficiale di Sconto). Questo sta a significare che tutta la quantità monetaria in circolazione è data sotto forma di debito, sulla quale pagheremo un interesse in tasse. Anche sul denaro per gli investimenti dunque grava debito.
Questo potrebbe essere prevenuto se lo Stato battesse moneta per finanziare i propri investimenti: questo modus operandi è stato utilizzato in diversi Stati europei durante la crisi del ’29, tra i quali figura l’Italia: tutti forse ricordano le opere architettoniche del Piacentini, per le quali non è stato contratto alcun debito, ne aumentata la pressione fiscale.
Un’amministrazione locale, come quella del Comune di Predappio dunque non dovrebbe ricorrere al debito in questo periodo di crisi, per ottenere il denaro utile a compiere i necessari investimenti, come la ristrutturazione e il rilancio dell’ex Casa del Fascio, edificio del centro di Predappio lasciato in stato di abbandono.
Non è possibile investire indebitandosi ulteriormente ne alzando ulteriormente le tasse.
Per questo va scartata a prescindere l’ipotesi di richiedere un prestito alle banche, soprattutto da parte delle amministrazioni locali, come nei precedenti investimenti, nè ricorrere all’emissione di cambiali comunali o BOC(Buoni Ordinari Comunali) come ha fatto il Comune di Cesenatico per quanto riguardava la Colonia Veronese, oppure il Comune di Lugo.
Esiste tuttavia un altro sistema, già usato in passato in alcune zone d’Italia, per investire senza indebitarsi, nè alzare la pressione fiscale(già abnorme): dal momento che attualmente lo Stato non batte moneta in proprio, ma lascia questo potere alle Banche Centrali, che, così facendo, ci indebitano per tutta la massa monetaria in circolazione si dovrebbe usare a livello locale il biglietto consorziale o buono consortile per il Project Financing.
Le amministrazioni locali possono realizzare opere pubbliche costituendo consorzi, che a loro volta debbono avere la capacità di emettere una forma di moneta locale – biglietto consorziale -, il cui controvalore è rappresentato dal valore delle opere realizzate dal consorzio. Infatti, non è tanto la quantità di moneta in se che va limitata, ma il rapporto tra circolazione monetaria e beni esistenti e producendi . In questa maniera è possibile fare fronte di nuovi investimenti senza pagare interessi..
Il biglietto consorziale diventa dunque, un mezzo per finanziare il costo delle opere, un metro di misura della quantità di lavoro prestata: un modo di monetizzare almeno il circuito produttivo locale del Comune di Predappio, ristrutturando la Casa del Fascio, riqualificando il borgo di Predappio Alta, ed il complesso industriale di Fiumana.
FORZA NUOVA propone per Predappio l’utilizzo del Buono Consorziale, per il finanziamento delle opere pubbliche e di un nuovo circuito produttivo locale, che non generi né debito ne nuove tasse.
biglietto consorziale

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1 commento

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