A PREDAPPIO I “CAMERATUCCI” NON VOGLIONO FORZA NUOVA

Forlì, 30 Marzo 2009

Lettera aperta di FN ai Predappiesi

A Predappio stanno succedendo cose strane. Da qualche tempo si aggira uno “ spettro”, una pasionaria – non di sinistra ma liberal capitalista, del PDL, per intenderci – abbandona il chiuso delle sue stanzette, passa lunghe e interminabili giornate a “ catechizzare “ le persone che potrebbero vedere Forza Nuova con simpatia, rimuove rimorsi su ciò che avrebbe potuto essere e che non è stato, sfugge dagli spettri del passato – ma questi spettri li sfugge solo in campagna elettorale perché ,durante le date canoniche dei “ pellegrinaggi “ dei giovani a Predappio non disdegna vendere “ souvenir” di Lui,abbigliamento apologetico,qualsiasi cosa dove Lui è sempre presente ai militanti di Forza Nuova che si recano a Predappio.
“ Cara mia –si dice – è tempo d’agire! Non dobbiamo permettere a quei maramaldi di Forza Nuova di presentarsi, costi quel che costi, i destini della Patria immortale ci vanno di mezzo”.
“ Cosa si può inventare? Forza Nuova che parla di sociale, che distribuisce pasta al popolo a prezzo di costo, che invia proposte ai candidati Sindaco, che lancia idee per aiutare il popolo in questo momento di crisi economica, che si presenta in Piazza con la faccia pulita dei suoi giovani militanti. Trovato! Predappio non merita questa banda di “ estremisti.”
La pasionaria ha dialogato con alcuni nostri militanti alla presentazione di Rolli, ha sostenuto che questa volta si poteva battere la sinistra – si badi il linguaggio politicamente corretto: la sinistra e non i comunisti – che, in fondo anche loro erano anti-comunisti come noi – e questo, per noi, è stato un motivo di preoccupazione- pertanto non aveva significato presentare la lista di Forza Nuova: potevamo far confluire i nostri voti nella lista civica capeggiata da un uomo dell’UDC; potevamo,anche noi, contribuire a far vincere la Balena Bianca, a far tornare Predappio ai tempi di Adone Zoli, a far ritornare Predappio ad essere un Borgo medioevale;la nostra risposta è stata NO GRAZIE, non ci interessa,noi siamo, sì, anticomunisti ma anche, e ferocemente, anti liberal capitalisti.
Ma vogliamo illuderci che siano anticomunisti sul serio e gli diamo la possibilità di dimostrarlo: che la nostra pasionaria si impegni a far intitolare una strada di Predappio a Sergio Ramelli, un giovane milanese di 17 anni, massacrato e ucciso dai comunisti a colpi di chiave inglese – a proposito dove erano questi anticomunisti quando il sottoscritto andava in Piazza nel tempo in cui le bande comuniste giravano gridando: “ Azet 36 fascio dove sei? “ Non ci è sembrato di vederli ma, se ci sbagliamo e lo dimostrano, siamo pronti a fare pubblica ammenda.
La realtà è un’altra: AN, dopo essersi annullata per confluire nel grande frullatore del Padre-padrone, ha fatto un passaggio non indolore, ha lasciato sul campo morti, feriti e prigionieri,
Fini è stato il protagonista del lungo viaggio che ha portato il MSI, prima in AN poi nel PDL: è stato l’artefice della distruzione di un “ mondo”, è stato il maggiore testimonial della “ Milano da bere”, è la personificazione dello juppy rampante che passa sopra a tutto e tutti pur di arrivare.
Ha portato gli ex missini, gli ex alleanzini ad andare a braccetto con democristiani, socialisti,radicali,liberali.
Il prezzo da pagare è altissimo: la perdita di identità, il cedimento totale ad una forza atlantista e liberista, la perdita del Patrimonio Storico, in poche parole, diventare un numero tra le migliaia di dipendenti del Padre-padrone.
Ma la cosa che preoccupa maggiormente la pasionaria è che in AN , almeno in una parte, sono presenti vecchie “ illusioni” di chi ha ancora una storia, un passato,una dignità, un patrimonio ormai reso non spendibile perché cancellato, annientato, distrutto con lo scioglimento di questo partito.
E così arriviamo al nocciolo della questione: a queste persone non bisogna dare un lido su cui approdare, non bisogna lanciare una ciambella di salvataggio,debbono amalgamarsi ed accettare il frullatore del Padre-padrone:
Forza Nuova rappresenta questa ciambella di salvataggio: gli dobbiamo impedire, costi quel che costi, di presentarsi.
Ma non si facciano illusioni, siamo abituati alla lotta, lotteremo fino in fondo per presentare la nostra lista,ed invitiamo sia tutti gli anticomunisti-veri- che tutti gli anti liberal capitalisti a firmare per la nostra presentazione.
Saremo in Piazza, fino alla data ultima per la presentazione delle firme, con i nostri giovani, con le nostre idee, con le nostre proposte: se dobbiamo “ morire” vogliamo morire in piedi.
Avanti con Forza Nuova contro i comunisti e contro il ritorno della balena bianca.

Claudio Marconi
Referente FN Forlì-Cesena

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ALLEANZA NAZIONALE NON C’E’ PIU’….

AN non c’è più ( finalmente… e poi chi se ne frega. )

Qualcuno li dice in malafede, altri hanno la sensazione che siano all’ultima spiaggia, altri ancora sostengono che siano “ i furbetti del quartierino” oppure opportunisti.

Molti degli attuali uomini della ex-AN, e non solo, si sarebbero accontentati di diventare consiglieri provinciali o comunali, al massimo regionali, ma mai ministri,deputati, senatori, sindaci.

Da un certo punto di vista si può sostenere che la visione di entrare a far parte del PDL, e di conseguenza del PPE ( ma una volta non dicevano “ non vogliamo morire democristiani” ?) , sia coerente.

Il MSI per molti anni è stato il portatore d’acqua al mulino della DC, mentre si dibatteva, al suo interno, se era più giusto essere anti-comunisti o anti-liberalcapitalisti, se era più giusto legarsi a Sorel, Corridoni o Bombacci ( fondatore del PCI poi aderente, in ultimo, alla RSI, scelta che ha pagato a caro prezzo a Piazzale Loreto ), oppure fare una politica di destra liberista e conservatrice.

Ma, intanto, le emorragie di giovani, molti dei quali estremamente preparati, continuavano per approdare ai lidi del socialismo nazionale, o del nazional-europeismo di Jean Thiriat, o alla Nuova Destra di Alain De Benoist, o alle formazioni extra-parlamentari.

Mentre i dirigenti sognavano “ Grandi Destre” e un “ Grande Partito degli Italiani” l’esodo continuava, ed i giovani,giovanissimi e meno giovani continuavano a morire nelle strade, nelle piazze,davanti alle sezioni oppure sotto casa – noi non dimenticheremo mai i 23 morti che hanno contrassegnato la storia del MSI-.

Mentre i dirigenti cercavano riparo e sistemazione in qualche angiporto parlamentare, o regionale, o comunale, o provinciale, i giovani e giovanissimi continuavano ad andare in piazza ed in galera, ma, si sa, è sempre la solita storia dell’inserimento nel Sistema perché al suo interno si combatte meglio, e questa è una solenne cazzata alibistica di chi ha rinunciato alla lotta.

Ma quei giovani e giovanissimi avevano una purezza di Spirito ed una nobiltà di intenti che non ha mai, non dico dato da pensare, ma dato da riflettere: la voglia di sistemazione dirigenziale era troppo forte ( bisogna pur campare,no? ).

Gianfranco Fini, però, con questo “ mondo “ non c’entrava, al più era uno studentello delle magistrali appassionato di cinema e di John Wayne in particolare, e, credo, si stupì non poco quando si accorse di essere entrato in un Partito dove, i giovani suoi coetanei, tifavano più per i Vietcong che per gli americani.

Fini non è mai stato “ fascista “, non ha mai avuto una cultura “fascista”, tuttavia seppe essere buon allievo di Almirante ed annasò immediatamente le potenzialità “ di governo” di quel partito ( non dimentichiamo che Montanelli faceva una strenua campagna per recuperare i voti del MSI alla democrazia ).

Fini è stato il protagonista del lungo viaggio che ha portato il MSI, prima in AN poi nel PDL: è stato l’artefice della distruzione di un “ mondo “, è stato il maggior testimonial della “ Milano da bere”, è la personificazione dello juppy rampante che passa sopra a tutto e tutti pur di arrivare.

Ma in AN erano ancora presenti, in piccola parte, vecchie “ illusioni” di chi aveva una storia, un passato,una dignità, un patrimonio ormai reso non spendibile: bisogna cancellare, annientare, distruggere tutto questo.

Ed ecco l’invito del Padre-padrone, non solo di Mediaset , ma anche di vari giornali e, perfino di una squadra di calcio, di abbandonare quelle cose vecchie come il mondo, di modernizzarsi, di dare un taglio cesareo alla storia ed al passato: entrare nel partito unico PDL, questo enorme frullatore che amalgama i cervelli ed annichilisce l’Uomo.

Ma anche questa volta, tra sdoganamenti continui e “ ripensamenti “ storici, AN si è andata svuotando ed il malumore è arrivato al punto di costringere perfino ad applaudire il dire “ antiamericano” e “antimercatista “ del liberale Tremonti.

Ora gli ex-missini, gli ex-alleanzini si trovano a braccetto con democristiani. Socialisti, liberali, radicali, ma, le loro carriere, sono ormai al sicuro.

Il prezzo da pagare è altissimo: la perdità di identità, il cedimento totale ad una forza atlantista e liberista, la perdita del Patrimonio Storico,in poche parole, diventare un numero tra le migliaia di dipendenti del Padre-padrone.

Questa forza, il PDL,che guarda con terrore all’attuale crisi finanziaria che devasta, non solo il liberal-capitalismo, ma tutto il mondo e che crede di salvarsi invocando maggior “ sicurezza”, spezzettando l’Italia con un federalismo incosciente,cercando di salvare le banche – tra i maggiori responsabili di questa crisi – e non chi lavora e produce.

Ma se la crisi arriverà davvero e pesantemente chi si salverà?

Soltanto coloro che ancora credono nella loro identità di italiani ed europei, che ancora hanno l’amore per la loro Terra, che credono ancora nella Patria, che credono ancora che il lavoro serve alla qualificazione spirituale e materiale dell’uomo: in poche parole: quelli che ancora credono che la Tradizione si può essere momentaneamente occultata ma che non è mai sparita e che mai sparirà.

Quando eravamo giovani, usciti dal MSI, con in testa tante e belle Idee, con i libri di Evola,Codreanu,Primo della Rivera,Degrelle,Jung,e tanti, tanti altri cantavamo: La Rivoluzione è come il vento, la si può rallentare, le si può far perdere tempo, ma non si può fermare.

Claudio Marconi
26 Marzo 2009

Continuano a rinnegare!

Pubblichiamo la risposta all’articolo pubblicato nell’ultima edizione de “La tua regione” del Partito comunista sulla proposta di legge n. 1360/2008.

Leggo già da un po’ di tempo il vostro giornalino di propaganda politica, e in questa occasione mi ha fatto sorridere l’articolo della sig.ra Bortolazzi, la quale, come poi tutti i comunisti convinti, si “scalda” per la proposta di legge n. 1360, la quale vedrebbe l’onorificenza ed una pensione vitalizia da assegnarsi, indistintamente, a tutte quelle persone che hanno combattuto durante la seconda guerra mondiale.  Come lei vuol ricordare che si sta tentando di riscrivere la storia, che le Brigate Nere, la Decima Mas e la GNR  si “sono macchiate di orrendi crimini contro la popolazione civile”, che sono state definite “nemiche dello Stato”, che se mai questo disegno passasse legge, avrebbero questa onorificenza sia le vittime che i loro assassini….., che le stragi più  spaventose furono comminate dai nazisti assieme ai suoi alleati; ancora, parla di “…rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro oramai lontano ….per mettere sullo stesso piano carnefici e vittime”; io vorrei, invece, ricordare, anzi, diciamo proprio insegnare a Lei e a tutte le persone che ragionano come Lei, (alle quali nessuno ha insegnato bene la storia, anzi mi vien da dire che certi passaggi importanti della stessa non ve li hanno proprio insegnati!) che anche i tanto e cari amati partigiani, compagni combattenti per la difesa della Patria, si sono investiti di crimini orrendi e non solo durante la seconda guerra mondiale ma soprattutto dopo, a guerra finita, dal ’45 al ’47. Sicuramente  il primo orrore ed il primo crimine commesso dopo la cosiddetta “liberazione” da parte dei pluridecorati partigiani è stata “..l’attuazione premeditata e continuata dell’oblio e della falsificazione storica grazie alla quale i vincitori sono passati per coloro che avevano combattuto con il sorriso e con i fiori in mano al posto delle armi, mentre i perdenti erano stati ammazzati con le armi in pugno e con il ringhio tipico dell’assetato di sangue stampato sul volto..”.Avete sempre fatto differenze tra i morti in guerra, morti di classe A e di classe B; a differenza dei partigiani morti, valorosi soldati, uomini che hanno versato il sangue per la liberazione della Patria, i morti della R.S.I. “..non sono mai stati considerati né soldati, né esseri umani. Essi sono sempre stati considerati il Male assoluto..”.

Perché continuare a non voler ammettere crimini rossi, a nascondere ciò che i partigiani commisero?

Quale sarebbe il vittimismo neofascista? E il vostro vittimismo? Vogliamo parlare di quanti civili morirono sotto le mani dei partigiani? Quante donne sono state violentate e fatte morire in maniera scioccante per mano proprio delle stesse persone che ad oggi continuate a difendere a “spada tratta”. Vogliamo parlare dei crimini commessi ai danni dei 7 fratelli Govoni, o della famiglia Manzoni di Lugo.

Voglio riportare alla memoria che dall’archivio di gabinetto del ministero degli interni spesso escono inquietanti documenti sui crimini comunisti. Si tratta di documenti che mostrano ancora per la prima metà degli anni ’50 prefetture e corti d’assise continuamente chiamate a far luce su omicidi e stragi spesso ignote; o, se note, già spacciate per azioni di guerra partigiana senza che lo fossero, e in qualche caso già giudicate.

Tanti libri parlano delle atrocità commesse, ma nessuno di voi mai le ricorda, nessuno ha il coraggio di ammettere le mattanze dei partigiani a guerra finita, soprattutto in Romagna, quando scorrazzavano di casa in casa per “punire” chi secondo loro poteva aver difeso i “famigerati fascisti” .

Inoltre, perché non parlare delle foibe come si fa con i lager tedeschi? Le migliaia di vittime italiane delle foibe? Perché nascondere che ancora negli anni sessanta, gl’infoibati italiani sotto il Governo titino erano ancora vivi e venivano mantenuti dal governo italiano il quale pagava sia per il loro “soggiorno” che per il silenzio dello stesso Tito?

Fa comodo, oggi come oggi, ancora ripudiare i crimini rossi, ma forse oramai il vostro revisionismo, la vostra falsa ed opportunista storia italiana porta solamente al vostro compatimento . Inoltre vorrei fare una precisazione, nella foto di copertina il Corbari assieme Pedale (che oltretutto conoscevo) erano partigiani repubblicani ( uno dei pochi che ha combattuto realmente e non in cantina come gli altri) lo si capisce benissimo dallo stemma del tricolore italiano appuntato sulla divisa; Le ricordo che questa divisione di partigiani spesso si scontrava a fuoco con i “suoi” partigiani.

Potrei continuare all’infinito a raccontare i crimini comunisti, dalla strage di Katyn fino ai giorni nostri con l’uccisione del giurista Marco Biagi, ma fino a quando esisteranno persone come Lei, che settarie nel vostro pensiero, nella vostra logica, nel vostro incomprensibile rinnegare, il riuscire a mettere sullo stesso piano, e quindi poter ricordare in maniera apolitica, qualsiasi soldato, che credeva in quello che faceva, giusto o sbagliato che fosse,  caduto in guerra per difendere la sua Patria, di qualsivoglia fazione, nera o rossa, affinchè gente come lei non capirà che la morte in guerra non ha colore, ma solo anima passionale, allora purtroppo non si arriverà mai ad una “riappacificazione storica” per ricordare in maniera equa e giusta i milioni di italiani che hanno versato il loro  sangue per la nostra Italia.

D. Raggi

M. Santarelli

SICUREZZA PER I FAENTINI? SI GRAZIE

La sicurezza a Faenza non esiste più……peccato che il sig. Sindaco e l’amministrazione comunale non se ne accorgano.

Oltre alle solite zone faentine oramai conosciute per  essere  luoghi esclusivi  di ritrovo per extra – comunitari che fanno quello che vogliono, senza alcuna regola e senza rispetto per le persone residenti, ora anche gli edifici pubblici vengono usurpati da vandali che agiscono indisturbati durante le ore notturne.

Stanotte, vandali hanno agito tra le mura dell’asilo nido di via Laghi, provocando grossi danni ai locali dell’asilo comunale e lasciando scritte come “ morrirete”.

Atti di vandalismo molto preoccupanti e indice della non sicurezza della nostra città.

Quanto dobbiamo aspettare perché si intervenga in maniera massiccia e costante affinchè questi atti di vandalismo e quasi intolleranza nei confronti di noi faentini finiscano e Faenza ritorni una città tranquilla come una volta?

D. Raggi

LA SCORTA NO!

Da un mesetto seguiamo con molto “stupore” le vicende che vedono protagonista il “noto” e “stimato” giornalista dott. Raggi, il quale viene ripetutamente minacciato e malmenato da un soggetto di cui non conosciamo l’identità se non la sua età e la sua professione.

Forti dubbi invadono le nostre menti: coma mai questa persona serba così tanto rancore (ben da 20 anni circa) nei confronti di un giornalista cosi “..brillante, puntuale e stimato ..”…

Sicuramente, come tanti di noi, anche lui è stato vittima dell’infallibile penna del Raggi che incurante e pungente, scrive articoli di cronaca non solo riportando i fatti che accadono, ma accanendosi molto facilmente contro le persone, soggetti dei suoi racconti.

Quanti di noi si sono ritrovati tra le “nefaste” righe firmate C.R. dalle quali se ne esce come i peggior delinquenti sul territorio nazionale? TANTI. Quanti di noi, una volta conclusi i fatti dai quali se ne è usciti puliti e scagionati, si sono ritrovati tra le stesse righe come semplici soggetti indagati e poi completamente discolpati? NESSUNO Esempi lampanti: il dott. Schioppa (Comandante dei Vigili urbani di Ravenna, di seguito scagionato); Forza Nuova con la storia delle firme false della Mussolini, dalle quali noi personalmente ne siamo usciti puliti etc…

Non conosciamo personalmente il dott. Raggi, sicuramente lo conosciamo molto bene a livello professionistico, e se questa persona che vive per minacciare  il Vs. collega, che dopo quasi un quarto di secolo, si è rifatto vivo sfogando la sua rabbia contro Raggi, in fondo qualche motivazione “giusta” potrebbe avercela. Magari sbagliando metodo, ma mettetevi nei panni di chi si vede distruggere la vita da poche parole scritte su una testata giornalistica come la vostra, soprattutto se, come, riportato in un vostro precedente articolo, questo soggetto era stato scagionato alla fine di indagini a suo carico; vita rovinata per  reati mai commessi!

Per Raggi si sta muovendo tutta Ravenna, si è messo in moto il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Prefetto, la quale ha deciso di assegnare una scorta ……UNA SCORTA? Forse stiamo esagerando, non credete? Il pasticcere, arrestato ieri nel primissimo pomeriggio, ha vissuto indisturbato tra i corridoi del palazzo di giustizia ravennate, minacciando e malmenando lo stesso Raggi e chiunque si trovasse a parlare con lui, lo ha fatto alla luce del sole di fronte anche a testimoni e nessuno è mai intervenuto, nessuno lo ha denunciato (tantomeno l’avv. Scudellari), nessuno ha mai fatto una diffida nei suoi confronti. Hanno aspettato ieri per arrestarlo direttamente, prelevato da casa propria. E’ conosciuto, è noto alle Forza dell’Ordine alle quali non più tardi di tre giorni fa ha regalato 5 kg di ciambella, ma per la sicurezza e l’incolumità ci vuole l’impiego di una scorta? Ci lamentiamo quotidianamente che non abbiamo abbastanza pattuglie per  la sicurezza di noi cittadini; viviamo nel terrore di essere derubati, malmenati, stuprati mentre  giriamo per le nostre città, assistiamo a scene di smercio di droga fuori dalle proprie abitazioni, dopo le otto di sera non sentiamo parlare italiano, ma un misto di lingue straniere incomprensibili, abbiamo paura di far uscire le nostre donne e i nostri figli e voi vorreste impiegare una pattuglia di polizia, che servirebbe impiegata per la sicurezza come presso i giardini Speyer, a difesa di un giornalista? Se il dott. Raggi è intelligente, si spera vivamente che rifiuti!  Non fu assegnata neanche a quella ragazza del nord che veniva continuamente pedinata e minacciata dal suo ex fidanzato, di cui lei aveva terrore, e una bella mattina mentre si recava al lavoro è stata brutalmente uccisa!.L’avevano rifiutata in primis anche due grandi eroi del passato, due veri magistrati che combattevano quotidianamente contro il marcio della nostra società.

Stiamo rasentando il ridicolo, l’impiego delle nostre forze dell’ordine devono essere impiegate per  reali situazioni di forte disagio e terrore di noi cittadini, PER LEGGE TUTTI UGUALI, SENZA DISTINZIONE DI QUALSIVOGLIA CATEGORIA. Chi è causa del suo mal…pianga se stesso.

 

Mirco Santarelli

Vincenzo Fanelli

Raffaello Mariani

NO GLOBAL- CENTRI SOCIALI- ESTREMA SINISTRA

In Italia ci sono dei movimenti che possono fare quello che vogliono, infischiandosene della legge, delle regole, della libertà di pensiero e di opinione, gruppi “para politici” ( con caschi e manganelli) che possono manifestare senza autorizzazione, distruggere tutto al loro passaggio, malmenando poliziotti e chiunque non la pensi come loro.
Sono l’apoteosi del razzismo, non esiste nessuno più xenofobo dei no-global, loro con la scusa di manifestare “pacificamente” il loro dissenso picchiano, distruggono e impediscono qualsiasi altro tipo di pensiero.
È un dato di fatto che in qualsiasi manifestazione dove sono presenti succede sempre una sorta di guerriglia urbana, con feriti e danni alle cose e alle proprietà private.
Fino a quando deve durare questa forma di discriminazione politica nei confronti degli onesti cittadini che quando manifestano spazzano persino le strade precedentemente occupate?