LEGGIAMO SUL QUì UNA LETTERA DI RIFONDAZIONE

Spett. Redazione Qui Magazine

 

 

Leggo a pagina 5 del vostro giornale una lettera da parte di un circolo di rifondazione comunista e gradirei poter rispondere.

Sono l’organizzatore della manifestazione di dissenso nei confronti della consulta degli immigrati e come tale ho preso parte a quella manifestazione in Consiglio Comunale, ovviamente autorizzata dal Presidente del Consiglio Comunale Sig. Tanesini e da tutti i rappresentanti delle Forze dell’Ordine. Rimango allibito leggendo certe leggerezze dettate da una forte dose di fantasia da parte di chi scrive.

Leggo frasi come: “…immagini del duce….ostentazione di fasci e littori…presenza di un nutrito gruppo di sostenitori del fascismo trattenuto fuori della sala dalle forze dell’ordine… ecc ecc….” .

Pure Fantasie, nessuno ci ha trattenuti, anzi come da accordi con Tanesini, abbiamo atteso la commemorazione del defunto in rigoroso silenzio. Difatti  alla fine della commemorazione, uscendo, alcuni partecipanti mi salutavano cordialmente e i nostri rapporti con le forze dell’ordine si limitavano a battute scherzose sull’andamento della serata.

Mi sembra invece, dai toni delle ultime frasi, che si voglia da parte loro alimentare il solito clima di odio nei nostri confronti, clima di odio che già in passato ha scatenato reazioni criminali da parte di delinquenti  che  per amore della “ Loro Democrazia” incendiarono il portone della nostra sede, spaccarono la targa,  misero i chiodi nelle nostre auto ( chiodi antifascisti ) tutte azioni corredate da volantini che inneggiavano alle parole lette dai comunicati stampa da parte di responsabili del partito della rifondazione.

Ora, mi sembra doveroso ripetere le stesse parole che dissi a un dirigente il giorno dopo dell’incendio e che lui ovviamente non ebbe il coraggio di confermare o di contestare. È con questi toni di odio e con le falsità che si alimenta la vera intolleranza e l’odio nei confronti degli altri. Il dialogo e il confronto soprattutto politico è e sarà sempre indice di assoluta democrazia e civiltà  e, ribadisco, non la loro fomentazione di odio e di estrema intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente da Rifondazione,

Forse i veri  intolleranti sono proprio loro.

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