A difesa del Tricolore

Faenza, 28 agosto 2008

 

Ill.mo Prefetto Dott.ssa Floriana De Sanctis

RAVENNA

 

Ill.mo Ministro Dott. Ignazio La Russa                                                   

Ministero della Difesa                                                 

 

Ill.mo Commisariato Generale Onoranze

Caduti in Guerra

 

I sottoscritti Mirco Santarelli e Vincenzo Fanelli, in ordine segretario e vice-segretario della sezione faentina “Ettore Muti” del movimento politico di Forza Nuova, scrivono la presente affinché si faccia chiarezza sull’increscioso episodio di “antidemocraticità”, di seguito illustrato, accaduto il giorno 24 agosto u.s., presso il Cimitero Monumentale di Ravenna. Come consuetudine, il 24 agosto di ogni anno, l’associazione italiana degli Arditi commemora la morte dell’eroe romagnolo Ettore Muti, ucciso durante la seconda guerra mondiale. Purtroppo, quest’anno, oltre alle varie diffide messe in atto dalla sig.ra Diana Muti, figlia del defunto gerarca, a non compiere tale “manifestazione” da lei considerata politicizzata, razzista etc, gli intervenuti alla pacifica ed apolitica giornata, hanno dovuto assistere ad una sgradevole e quasi “offensiva” scena da parte di un dirigente della sezione DIGOS della Questura ravennate. Come tutti gli anni, il rag. Oldo Pasi, responsabile dell’ANAI di Ravenna, con il nostro piccolo ausilio, organizza la manifestazione formata dalla celebrazione di una S.S. Messa, presso la chiesina del cimitero, quest’anno celebrata dal Vicario generale dell’Arcivescovo don Alberto Graziani,  e da un piccolo corteo delle persone intervenute che sfila compostamente dalla chiesa alla tomba del Muti per depositare una corona di fiori in sua memoria. Quest’anno, per via delle diffide ricevute, il sig. Pasi chiedeva ugualmente il permesso di commemorare, permesso che gli veniva concesso da parte dell’amministrazione comunale con il divieto di esposizione i labari delle varie associazioni partecipanti (ass. Associazione Monterosa, Associazione Caduti di Fiume e Dalmazia, Associazione Caduti e dispersi della RSI, Associazione Nazionale Caduti senza croce, Associazione nazionale Caduti d’Italia, Unione Nazionale combattenti RSI) e con la concessione dell’esposizione del tricolore.

Al momento della formazione del corteo, veniva issata la bandiera italiana in testa  e in coda allo stesso veniva portata a mano la bandiera tricolore di una 10 di metri c.a. Allo spiegamento di quest’ultima, il dott. Luigi Sorrentino, sostituto Commissario del Commissariato di Ravenna, invitava imperativamente il sig. Pasi a far togliere tale bandiera in quanto poteva rappresentare una strumentalizzazione politica.  Chiedendo spiegazioni in merito a questo astruso gesto e, soprattutto, in merito ad una illogica spiegazione e comunque non ricevendo risposta alcuna, il corteo, dopo aver riposto il tricolore, s’avviava verso la lapide per commemorare l’eroe Muti e deporre la corona. Con tale lettera, rivolgendoci alle istituzioni, chiediamo che venga fatta chiarezza in merito a questo gesto incomprensibile ed illogico, antidemocratico; non possiamo accettare il divieto di issare il tricolore, la bandiera ufficiale dal ’46 dello Stato italiano, la stessa bandiera sulla quale gli stessi pubblici ufficiali come il dott. Sorrentino, hanno giurato fedeltà allo Stato. Non capiamo come il sostituto commissario possa vietare l’esposizione della bandiera italiana ad una semplice commemorazione, non di una comune persona, ma di un tenente colonnello dell’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale, insignito di ben due medaglie d’oro al valor militare, il soldato più “medagliato d’Europa”. Ancora, non accettiamo la semplice scusa della strumentalizzazione politica, la bandiera italiana non è di nessun partito politico ma è la bandiera del popolo italiano, identifica e rappresenta il nostro Stato in tutto il mondo, quindi rappresenta il nostro popolo. Ci vien da pensare quasi ad un “vilipendio” della bandiera, vietarne l’esposizione è come non riconoscere la nostra Patria. Quindi, in nome del nostro movimento, ma soprattutto in nome di quelle persone anziane, ex combattenti e reduci, uomini di valore che hanno combattuto per la patria, presenti ogni anno alla commemorazione, chiediamo l’interevento della Prefettura e delle istituzioni competenti  affinché si abbia una risposta concreta, reale e logica ed affinché si prendano provvedimenti in merito.  In caso contrario, il leader nazionale del movimento forzanovista,  on. Roberto Fiore, eseguirà un’interpellanza presso il Parlamento Europeo. Sicuri di un Vostro tempestivo riscontro, rimanendo a Vs. disposizione per ogni delucidazione, porgiamo cordialissimi saluti. 

Mirco Santarelli  e Vincenzo Fanelli                                                

 

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